martedì 19 novembre 2013

Orfani a colori


Buona sera a tutti, inauguriamo il Blog con un argomento fresco fresco da edicola, anche se alcuni giorni fa è stato messo in vendita il numero due della serie di cui andrò a parlare.
Recentemente, quando si parlava di "orfani", saltava subito alla mente il classico in Bianco e Nero di nome "Marcellino pane e vino" o magari i classici giapponesi tipo Remì e Heidi.
A partire dal mese scorso il concetto di "senza mamma e senza papà" cartacei ha cambiato aspetto, il tutto grazie alla casa editoriale Bonelliana che, con un abbandono della tradizione, passa dalle celebri testate bicromiche ad una versione moderna a colori con la neonata testata "Orfani".
Il colore, in casa Bonelli, era da sempre l'eccezione che confermava la regola, usato soltanto in alcuni speciali o ristampe degne di nota; adesso invece fa parte della costante di una serie.
Questa nuova figlia bonellide nasce dalla mente di Roberto Recchioni e dai disegni di Emiliano Mammuccari, coadiuvati da una serie di guest star che sul numero 0 hanno alzato la mano all'appello, per far salire l'acquolina in bocca dico che si tratta di autori già visti sulle pagine di John Doe.
Lo sceneggiatore in questione affermava, in una intervista, che il progetto è nato e si è evoluto fino a prender forma in un processo di oltre quattro anni. I meriti di questa serie si vedono fin dal primo numero, poiché non mostra innovazione solo nell'uso del colore, ma anche nei mezzi pubblicitari come l'uso dei social network e dalla collaborazione con la casa Multiplayer.it Edizioni, la quale nei circuiti di Game Stop ha diffuso il numero 0.

Per tutti i ritardatari, che lo hanno perso, posto il link dal quale si può recuperare direttamente dal sito della casa che lo ha pubblicato.



http://edizioni.multiplayer.it/news/wp-content/uploads/2013/09/Numero0def.pdf

Leggendo in altri siti, ho notato come i lettori si siano accaniti nel vedere che, tale progetto, sembra un patchwork di materiale fantascientifico già visto tra video giochi e film; personalmente non vedo in cattivo modo prender spunto da altre fonti, per diversi motivi, a parte che gli stessi autori lo hanno affermato, ma d'altra parte quando si muovono i primi passi in qualcosa di nuovo è sempre meglio prender spunto da qualcuno che lo ha fatto prima e ci è riuscito. Poi fare affermazioni negative in questo senso è un po come vedere Kill Bill di Tarantino e lamentarsi ad ogni citazione, perché comunque di citazioni e ispirazioni parliamo non di plagi, altrimenti il buon Quentin avrebbe il conto in rosso.
Personalmente parlando ho trovato Orfani una serie matura, sotto molti punti di vista, davvero diversa per essere un bonellide e domani vado repentinamente a procurarmi il secondo numero della serie.
A tutti gli amanti di fantascienza la consiglio vivamente, almeno il primo numero per gustare qualcosa di fresco e giovane.

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